{"id":10,"date":"2019-03-12T10:06:49","date_gmt":"2019-03-12T10:06:49","guid":{"rendered":"http:\/\/whatis.ariadne-infrastructure.eu\/it\/?page_id=10"},"modified":"2020-06-05T17:08:49","modified_gmt":"2020-06-05T17:08:49","slug":"cittadini","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/whatis.ariadne-infrastructure.eu\/it\/cittadini\/","title":{"rendered":"Cittadini"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Perch\u00e9 ARIADNE<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle loro ricerche gli archeologi esaminano una grande quantit\u00e0 di oggetti, alcuni dei quali sono gi\u00e0 stati scoperti da altri e conservati in musei e archivi, mentre la maggior parte consiste in nuovi ritrovamenti fatti durante le campagne di scavo. I tesori scoperti spesso non hanno un valore economico elevato \u2013 con alcune pregevoli eccezioni &#8211;\u00a0 poich\u00e9 la loro importanza risiede nelle conoscenze che forniscono sulla nostra storia. L\u2019archeologia interpreta i resti scoperti durante gli scavi basandosi sulla posizione e le relazioni che li legano tra loro, deducendo preziosissime informazioni sul nostro passato. In uno scavo archeologico vengono progressivamente rimossi i resti pi\u00f9 recenti, quelli cio\u00e8 pi\u00f9 vicini al livello del suolo, preservando accuratamente tutti i reperti rinvenuti e annotando con dovizia di particolari il modo in cui erano disposti e la loro collocazione, prima di rimuoverli per accedere a ci\u00f2 che giace pi\u00f9 in profondit\u00e0. Di conseguenza, uno scavo produce una gran quantit\u00e0 di documenti che descrivono minuziosamente cosa ogni strato di scavi conteneva e com\u2019erano posizionati i reperti ed altri resti. Questi report consistono in testi, ad esempio note dei ricercatori per descrivere i ritrovamenti, immagini e disegni dello scavo ad ogni fase della sua esecuzione, inventari dei reperti rinvenuti in ogni strato ed altro ancora, come mappe del luogo (il sito archeologico) riguardanti la disposizione dei cimeli nelle varie aree del sito, ad esempio un antico villaggio. In questo modo un\u2019investigazione archeologica trasforma i resti del passato in un insieme di descrizioni, in maniera non troppo diversa da quando facciamo foto e annotiamo dettagli su una nostra vacanza per meglio raccontarla ai nostri amici e parenti o riviverla nei nostri ricordi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ogni investigazione archeologica \u00e8 condotta seguendo un interrogativo chiave, la cui risposta \u00e8 almeno in parte fornita dai risultati della ricerca stessa. Spesso questa domanda \u00e8 banalmente \u201ccos\u2019abbiamo trovato qui?\u201d e pu\u00f2 nascere da un ritrovamento casuale durante la costruzione di un\u2019autostrada, una ferrovia o semplicemente un\u2019abitazione privata. Per questo motivo in molti paesi, i permessi per portare avanti questo tipo di lavori vengono concessi solo dopo aver condotto dei saggi archeologici, investigazioni richieste quando reperti del passato vengono riscoperti per caso ed \u00e8 necessario accertarsi che i lavori non cancellino importanti informazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In conclusione, sia scavi pianificati da specifici interrogativi o determinati da scoperte casuali, generano un gran numero di documenti. Quest\u2019ultimi vengono sintetizzati in un report finale sullo scavo che si focalizza sul suo scopo, trascurando tutte le considerazioni non rilevanti ad esso. Tuttavia, la documentazione contiene anche le informazioni su tutto quello che \u00e8 emerso durante l\u2019investigazione, che potrebbe essere riutilizzato, se disponibile, da altri ricercatori per un differente scopo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ad oggi la maggior parte dei documenti sono digitali e fin dalla fine del secolo scorso sono stati pubblicati su Internet, per consentire ad altri ricercatori di accedere a preziose informazioni sul lavoro dei colleghi, informazioni non contenute nei loro sintetici report finali, a loro volta spesso non disponibili poich\u00e9 creati allo scopo di consentire lo sblocco di un\u2019opera pubblica. Intuendo l\u2019importanza di queste informazioni inedite, chiamate in gergo \u201cletteratura grigia\u201d in contrapposizione alla \u201cletteratura\u201d composta da articoli pubblicati su riviste di settore, varie istituzioni dei paesi Europei iniziarono a pubblicare i loro report online. In svariati casi questo tipo di attivit\u00e0 \u00e8 stato svolto da uffici governativi, ma pi\u00f9 spesso \u00e8 stato condotto per iniziativa dei centri di ricerca, in particolare l\u2019ADS (<em>Archaeological Data Service <\/em>of the University of York) nel Regno Unito ed altri sparsi in Europa, seguiti poi dal <em>Digital Antiquity <\/em>Initiative negli Stati Uniti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La creazione di questi depositi ha permesso di salvare la letteratura grigia archeologica dalla distruzione o dall\u2019essere abbandonata su carta stampata, floppy disks, CD-ROM o hard disk privati dimenticati sugli scaffali di qualche archivio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Cos\u00ec, nel 2012 esistevano tantissimi archivi contenenti documentazione archeologica in formato digitale, sparsi per l&#8217;Europa, molti dei quali accessibili online. Tuttavia, un ricercatore desideroso di trovare alcune informazioni specifiche non avrebbe potuto eseguire una singola azione per individuarle: la ricerca avrebbe dovuto essere ripetuta per ogni deposito, ognuno organizzato con differenti criteri, senza contare le differenze linguistiche. Inoltre archiviare non significa necessariamente trovare, senza un sistema di ricerca efficace. Persino Google non \u00e8 in grado di aiutare, mescolando link ad argomenti diversi che hanno in comune solo alcune parole. Ad esempio cercare la parola \u201cascia\u201d produce qualcosa come 300 milioni di risultati, una ricerca inutile per un archeologo poich\u00e9 mescola prodotti per radersi, cosmetici, moderni attrezzi da taglialegna, giochi e persino software assieme a reperti archeologici utilizzati dall\u2019umanit\u00e0 per millenni allo scopo di raccogliere legna, come armi o simboli cerimoniali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo era il panorama generale quando nacque ARIADNE: la consapevolezza che la documentazione archeologica conservasse molte informazioni utili senza sfruttarle; la disponibilit\u00e0 di tecnologia per renderle accessibili e la volont\u00e0 dei possessori di renderle pubbliche; il sovraccarico di informazioni che questa disponibilit\u00e0 produceva, rendendole di fatto inutili; il grande potenziale rappresentato da un sistema che consentisse ai ricercatori di ri-utilizzare dati cos\u00ec importanti. ARIADNE propose una soluzione per rispondere a questo bisogno e trovare una soluzione, il filo di Ariadne, per uscire da questo labirinto intricatissimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scopri chi sono i partner di ARIADNEplus, quali soluzioni propongono e in che modo possono essere utili al cittadino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019associazione ARIADNEplus<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I 41 partner di ARIADNEplus provengono da 23 differenti paesi Europei e ben 4 sono internazionali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Scopri quali partner provengono dal tuo stesso paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La Soluzione di ARIADNEplus<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Per rispondere ai bisogni degli archeologi, prima ARIADNE e poi ARIADNEplus hanno progettato un\u2019efficiente soluzione. Il progetto ha creato un portale (<a href=\"https:\/\/ariadne-infrastructure.eu\/portal\/\">www.ariadne-infrastructure.eu\/portal<\/a>) con un catalogo di datasets archeologici disponibili online. Quest\u2019ultimo pu\u00f2 essere filtrato secondo parole chiave, periodi temporali o criteri geografici. I dati sono conservati nei loro depositi digitali originari, sotto la propriet\u00e0 degli enti che li hanno messi a disposizione. Quando i dati ricercati vengono individuati, l\u2019utente pu\u00f2 accedervi attraverso un link nel catalogo. In sostanza, il catalogo funziona in maniera analoga a Google, ma contiene solo riferimenti a dati archeologici ed opera in modo molto pi\u00f9 efficiente. Importantissimo \u00e8 anche l\u2019approccio multilingua: ARIADNEplus usa pi\u00f9 vocabolari che consentono di effettuare indagini e ricercare documenti in lingue diverse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Inoltre, il portale stesso fornisce strumenti per elaborare ulteriormente i dati: creare uno slide show per visualizzare immagini e modelli 3D; generare automaticamente un indice analitico per analizzare testi; creare annotazioni personali su un precedente lavoro; visualizzare mappe tematiche, ad esempio tutti i siti dell\u2019et\u00e0 del bronzo in una determinata regione, e cos\u00ec via. Di conseguenza, i ricercatori non solo saranno in grado di trovare le informazioni desiderate, ma potranno anche elaborarle, combinando varie fonti sulla base del loro obiettivo ed ottenendo nuovi risultati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Perch\u00e9 ARIADNEplus \u00e8 utile anche per i cittadini<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">I cittadini ottengono vantaggi indiretti dalle attivit\u00e0 di ARIADNEplus: il progetto infatti migliora l\u2019efficacia della ricerca archeologica, re-impiegando i risultati di precedenti ricerche per nuove indagini. Inoltre, evita il ripetersi di studi gi\u00e0 svolti, producendo cospicui risparmi. ARIADNEplus incoraggia il riutilizzo dei dati: la maggior parte delle ricerche svolte sono finanziate con fondi pubblici, quindi i risultati sono di propriet\u00e0 di coloro che hanno pagato le tasse e reso possibile eseguirle. Devono quindi essere condivise con tutti, in una prospettiva di mutua cooperazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nonostante la creazione di ARIADNEplus richieda notevoli fondi, forniti dalla UE che ne ha intuito l\u2019importanza, mantenere attivo il progetto ha un costo relativamente economico e condiviso tra tutti i partecipanti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Oltre alla sua utilit\u00e0 nel campo della ricerca, ARIADNEplus pu\u00f2 giocare un ruolo importante nella gestione e preservazione dei beni culturali, supportando gli enti che ne hanno la responsabilit\u00e0. Il patrimonio culturale \u00e8 un fattore chiave per l\u2019identit\u00e0 di ogni paese e una risorsa economica importante, poich\u00e9 il turismo culturale produce il 40% di tutte le entrate relative al turismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Tutti coloro che sono interessati alla storia e all\u2019archeologia possono usufruire di ARIADNEplus: nonostante sia stato concepito come strumento professionale, la sua interfaccia semplice lo rende facilmente accessibile anche ad amatori e appassionati, desiderosi ad esempio di scoprire cos&#8217;\u00e8 accaduto in passato nei luoghi dove oggi vivono.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Perch\u00e9 ARIADNE Nelle loro ricerche gli archeologi esaminano una grande quantit\u00e0 di oggetti, alcuni dei quali sono gi\u00e0 stati scoperti da altri e conservati in musei e archivi, mentre la maggior parte consiste in nuovi ritrovamenti fatti durante le campagne di scavo. 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